Il Pensiero del Tempo

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Agnocasto

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view post Posted on 27/8/2006, 00:41           Quote
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Basta un pensiero positivo per muovere il mondo

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AGNOCASTO (Vitex agnus cactus)
Nel Medioevo il vassallo o il valvassore lasciava tutti i suoi averi al primogenito, anche se aveva diversi figli maschi. Era un modo per non frazionare beni e potere. I secondogeniti, per evitare che avessero troppe tentazioni, venivano mandati in eleganti Certose per divenire, appunto, certosini. Questi avevano a disposizione un orticello privato dove coltivavano ortaggi e fiori con una regola ben definita: ogni giardino doveva avere una pianta di agnocasto e non vi si doveva mai coltivare la rucola. Il motivo era semplice: secondo la medicina di allora l'agnocasto (dal latino, agnello casto) era un forte sedativo contro le tentazioni del mondo esterno, la rucola un potente afrodisiaco. La moderna fitochimica ha confermato questa teoria delle antiche scuole di erboristeria: l'agnocasto contiene ormoni vegetali che contrastano la formazione di testosterone (l'ormone della virilità).Sembra sia utile per sedare gli stimoli sessuali ( anafrodisiaca) e che sia una pianta attiva sul sistema endocrino


Proprietà: non solo anafrodisiache. L'agnocasto è un forte sedativo del sistema nervoso centrale, di aiuto quindi in tutte le forme di ansia e di stress. Molto utile nelle tensioni premestruali.

PRINCIPI ATTIVI
Flavonoidi: casticina, luteolin-7-glucoside, omoorientina ecc.; iridoidi: aucubina, agnuside, eurastoside; steroidi: progesterone, 17-alfa-idrossiprogesterone; sesquiterpeni: castina; triterpeni; composti fenolici; olio essenziale contenente pinene e cineolo; alcaloidi: viticina.

La pianta agisce sull’ipofisi ed esercita un’azione antiestrogenica e antispasmodica. E’ stata ipotizzata una azione specifica sul lobo anteriore dell’ipofisi, con stimolazione della produzione dell’ormone gonadotropo LH, regolando la produzione di prolattina, e diminuendo la produzione dell’ormone follicolo- stimolante FSH; con l’incremento degli ormoni prodotti dal corpo luteo l’equilibrio estro-progestinico viene spostato verso l’attività progestinica. Questa azione è stata dimostrata nel trattamento dell’insufficienza luteinica.
E’ indicato nelle emorragie da insufficienza del corpo luteo, menorragie, metrorragie, nella sindrome premestruale dovuta a iperfollicolinismo, nella ritenzione idrica premestruale, nell’acne giovanile. Tradizionalmente usata come emmenagoga e sedativa.

INDICAZIONI
Sindrome premestruale, menorragie, metrorragie, disturbi della menopausa, dolori pelvici, spasmi intestinali, insufficienza lattea.

Come si usa: decotto di foglie; in tintura madre.


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Proprietà terapeutiche dell'Agnocasto: uno studio sul "British Medical Journal" (22/02/2001)

Appartenente alla famiglia delle Verbenacee, l'agnocasto è una pianta dai fiori bianchi o violacei utilizzata fin dall'antichità ed apprezzata tutt'oggi anche dalla medicina tradizionale che gli attribuisce proprietà antispasmodiche ed antidolorifiche. Oggi la pianta è oggetto di studio in funzione di una sua possibile applicazione nel trattamento della sindrome premestruale determinata, si è propensi a credere, da uno squilibrio ormonale.
I sintomi caratteristici di questo disturbo tipicamente femminile sono instabilità, cefalea, dolori mammari, ritenzione idrica e sbalzi di umore, tutti fattori che possono invalidare o compromettere il normale svolgimento delle normali attività quotidiane. Il "British Medical Journal" ha recentemente pubblicato i risultati di uno studio teutonico che ha avuto lo scopo di mettere a confronto l'efficacia e la tollerabilità dell'estratto secco dei frutti di agnocasto al placebo in donne sofferenti di sindrome premestruale; ebbene, testate 170 donne con età media di 36 anni e con ciclo mestruale regolare alle quali è stata somministrata una compressa al giorno per tre cicli consecutivi, i risultati hanno evidenziato una buona tollerabilità associata anche ad un sollievo dei sintomi.
Allo studio citato se ne accompagna poi un altro effettuato su 1.634 donne alle quali è stato somministaro un estratto di frutti della pianta: anche in questo caso è emersa una buona tollerabilità ed un'ottima efficacia.
Gli esperti consigliano l'assunzione dell'agnocasto a donne di età compresa tra i 20 ed i 40 anni, in buono stato di salute, con funzioni ovariche non compromesse e senza disturbi alla tiroide. L'agnocasto agisce sull'ipofisi ed in stretta connessione con l'ipotalamo potrebbero insorgere possibili interferenze con eventuali terapie ormonali in corso. Il suo utilizzo è controindicato in gravidanza e durante l'allattamento ed i possibili, seppur rari, effetti collaterali riscontrati sono cefalea, reazioni cutanee ed aumento del flusso mestruale.


http://www.mybestlife.com/ita_salute/news/22022001-2.htm

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